Il malsano mondo delle radio.

” Grazie per la segnalazione ma il palinsesto attualmente non prevede spazi novità, la nostra linea artistica-editoriale è basata su Oldies (70-80-90-00), Recurrent (ultimi 5 anni) e ovviamente Hit, il tutto al 50% tra italiani e stranieri.” Ovviamente sto cazzo, verrebbe da rispondere.
Mi occupo di comunicazione da 15 anni, se stampassi risposte analoghe ricevute in tutti questi anni, credo che tappezzerei tutta Piazza Duomo di Firenze, Duomo, Battistero e Campanile di Giotto compresi. No spazi novità, solo Hit e solo il 50% degli italiani. Le radio hanno smesso di voler bene alla musica quando hanno scoperto che le chiacchiere di due imbecilli che sparano cazzate, tirano di più e così la musica piano piano è diventata un sottofondo, un intermezzo tra una bischerata e un’altra. Una roba che se ci penso, mi viene da piangere. Perché la radio è una cosa bella, io lo so perché per un po’ l’ho fatta in un’emittente locale. La radio è una magia, anzi era magia. Poi i grandi network hanno sputtanato tutto e anche le radioline sono andate dietro a questo concept, a parte poche realtà che resitono nonostante tutto. Perché la radio, muisca a parte, non è più neanche informazione o formazione, la radio è solo intrattenimento poco, ma molto poco impegnativo. Non voglio parlare dei meccanismi grazie ai quali un gruppo riesce a passare dentro ai grandi network, diciamo che semplificando, vale il concetto di Hit. La radio non è più amica della musica e la gente che ama la musica, non ascolta più la radio, piuttosto si mette un cd. E’ la famosa storia del gatto che si morde la code. E allora mi chiederete voi, perché continui a mandare pezzi alle radio di artisti che non verranno neanche mai ascoltati? Perché sono, nonostante tutto, una che guarda alla vita con positività, perché a volte capita il miracolo, capita di incappare nella persona giusta e allora tutto s’illumina, capita di trovare chi fa radio per quella stessa urgenza che hai te di comunicare al mondo le cose belle, le cose che vale la pena di conoscere e allora per queste persone bisogna resistere, glielo si deve, perché se un cambiamento è possibile, partirà da lì, io lo so, ne sono certa!Per cui a questi :” Grazie per la segnalazione ma il palinsesto attualmente non prevede spazi novità, la nostra linea artistica-editoriale è basata su Oldies (70-80-90-00), Recurrent (ultimi 5 anni) e ovviamente Hit, il tutto al 50% tra italiani e stranieri.” io rispondo “Ficcatevi nel culo le hit, gli oldies e i recurrent e se mai l’artista che vi sto segnalando diventasse una hit, sappiate che non sarà merito vostro, perché voi siete l’ultima ruota del carro, siete il nulla che esiste sul nulla!”. Per il resto, pace e bene.

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Un pensiero su “Il malsano mondo delle radio.

  1. Ciao, sono finito per caso sul tuo blog. Sono il Direttore di RockGarage.it e mi trovo molto d’accordo con quello che scrivi. Volevo solo farti i miei complimenti! Noi abbiamo un programma radiofonico, la RockGarage Radio, è ci battiamo anche per quello che tu hai scritto qui.

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