Quello che penso delle cover band: riflessioni che vi sconvolgeranno.

Dunque quante volte abbiamo affermato con la massima convinzione che abbiamo nel corpo, che le cover band sono la morte della musica? Io per prima sono stata e sono paladina di questo pensiero, che ribadisco appena posso. In realtà ieri ho riflettuto su questa cosa profondamente e mi sono resa conto che in parte, questa affermazione che sbraitiamo con tutti noi stessi come se fosse una bandiera di una battaglia necessaria, non è del tutto vera e forse ancora una volta ci stiamo nascondendo dietro a un dito. Tutto è cominciato ieri sera, quando sono stata invitata da amici a far parte come giurata a un contest per cover band. Capirete il mio entusiasmo. Però questa serata mi ha permesso di riflettere a lungo sull’argomento. Sopratutto mi si è aperto uno spazio pieno di pensieri quando si è isibita la prima band. Età media 18 anni, molto scarsi tecnicamente, ma con un piglio davvero interessante. Allora mi è venuto da pensare che chi da giovanissimo inizia ad approcciarsi ad uno strumento, inizia necessariamente rifacendo cose di altri. Loro si vedeva che volevano metterci del loro, ma ancora non erano in grado di gestire lo strumento e il pubblico. Dunque quando noi affermiamo che tutte le cover band devono bruciare all’inferno, in realtà stiamo negando a dei giovani virgulti, che magari col tempo potrebbero diventare dei bravi artisti, di fare esercizio, di misurarsi col palco e con il pubblico, insomma di fare quel naturale percorso che tutti i musicisti hanno fatto. La seconda considerazione è arrivata con la cover band di persone un po’ più adulte. Dunque chi inizia a suonare uno strumento lo fa per passione, quella passione a volte sfocia nell’arte se si hanno le doti e le caratteristiche giuste, altre sfocia nel mestiere. Non tutti sono trombati per fare gli artisti, alcuni però sono dei bravissimi mestieranti, non tutti però possono diventare turnisti. C’è chi continua coltivare la passione del suonare, suonare le canzoni che gli piacciono, sviluppare un tecnicismo che lo fa stare bene, come un pittore che sa copiare alla perfezione Van Gogh. Quindi alla fine, chi siamo noi per decidere che solo chi ha l’arte è degno di esercitare la propria passione, passione che gli porta via tempo, soldi e che fa fare comunque sacrifici. Anche perché, e qua arrivo alla terza conclusione, ci vuole l’osservazione e capire che non esiste concorrenza e che le cover band non stanno portando via pubblico a nessuno. Siete mai stati in un locale dove si fanno solo cover band? Avete analizzato il pubblico? Di solito è un pubblico chiassoso, caciarone, disattento, che usa la musica come sottofondo, è un pubblico da jukebox, non è il vostro pubblico. È come dire che il dj che fa techno vi fotte il pubblico insomma. La verità è che le cover band agiscono su un bacino d’utenza che certo non è quello della musica indipendente, ma casomai quello di Vasco Rossi e Ligabue. Quindi la verità è che se i gruppi indipendenti non suonano non è colpa delle cover band, ma è colpa del pubblico della musica indipendente, che si è impoltrito, non esce, non va ai concerti. Allora confrontatevi con loro, capite i perché, scoprite le cause e le colpe e riportate quel pubblico col culo fuori, ai vostri concerti, allora vedrete che, nonostante tutte le cover band del mondo, ci sarà spazio anche per voi.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...