La bellezza quando arriva. Flor (ex Flor de Mal).

marcello cunsolo

Le cose belle a un certo punto arrivano, o ritornano. Le cose belle quando tornano spiccano e a te quasi viene da non crederci. Le cose belle vanno ringraziate, ma sopratutto vanno diffuse, anche se in un primo momento ti prende quell’insana gelosia di volerle solo tue. La cosa bella di questo 2014 è il ritorno dei Flor (ex Flor de Mal). Appena ho infilato il loro cd nello stereo, la sensazione è stata quella di bere quando hai tanta, tantissima sete. Ma la cosa sorprendente è che forse, affossati dalla mediocrità di tanti prodotti, non ci accorgevamo neanche più di questo bisogno primario di bere. L’album omonimo dei Flor è un disco che serve a prendere coscienza, serve a riavvicinarti alla Musica, quella con la M maiuscolo, serve a ritrovare un senso nel marasma allineato di quello che è diventato la musica italiana. Che poi alla fine non è che non stavamo bevendo, ma stavamo bevendo schifezze, roba zuccherina, che non faceva che aumentare la sete, avevamo solo bisogno di acqua e i Flor sono l’acqua. Questo pomeriggio ho chiamato Marcello per scambiare due chiacchiere con lui ed ancora una volta è stato come bere, bere per dissetarsi e placare il bisogno, l’urgenza, ritrovare il punto focale e anche un po’ la speranza. Marcello è una persona che parla della Musica come si parla della donna che si ama, ma forse ancora di più, come si parla della vita, dell’impulso vitale che ti accompagna e ti comanda, un’entità sopra che va rispettata ed è per questo, che nell’intervista che leggerete, la parola musica avrà sempre la lettera maiuscola, per il rispetto che si deve a questa entità e che ha sicuramente Marcello. Un uomo pieno d’anima, con i piedi talmente piantati nella terra, che se domani spiccasse il volo, dietro si porterebbe quintali di zolle attaccate alle radici per non perdere il senso. Le cose belle. Se non sapete chi sono i Flor (ex Flor de Mal) prendetevi due nozioni da qua http://www.unomundo.it/il-ritorno-dei-flor-ex-flor-de-mal-album-omonimo-fuori-il-18-aprile/, ma forse se non sapete niente dei Flor, avete sbagliato qualcosa, avete boicottato la bellezza.

Barbara: Del tuo passato si sa, chi è stato adolescente negli anni 90, il nome dei Flor de Mal ce l’ha stampato nella memoria, ora sappiamo anche qualcosa del tuo presente, visto che è appena uscito l’ambum dei Flor, io sono però curiosa cosa è successo in questi 15 anni di buco.

Marcello: La vita va così…sono stato vittima di gente che mi ha fatto sparire dalla discografia, per questo mi sono dovuto ridare un senso. Ma la verità è che io sono sempre rimasto in contatto con la Musica e mi sono tenuto pulito, senza cadere in compromessi. Ho continuato a suonare, ho fatto il taglialegna, sono rimasto vicino al Grande Spirito. Poi ho conosciuto Bitossi e c’è stata subito una situazione che mi è piaciuta. Tutti loro della The Prisoner Records erano prima di tutto miei fans, conoscevano le parole delle mie canzoni a memoria, avevano rispetto di me, di quello che ero e di quello che sono, per questo ho preferito questa strada, piuttosto che buttarmi in una major. Qua c’è l’energia giusta, lo sento, per dire, anche la persona che fa le pulizie nello studio è un mio fan! Poi è anche vero che la gente sbagliata nella vita capita e forse io me la sono meritata, ho fatto scelte per cui meritarmi ad un certo punto la gente sbagliata, ma è anche vero che l’Italia non è più un posto dove c’è una cultura musicale vera, noi abbiamo gli stadi piene di gente quando suona Gigi D’Alessio e senza togliere niente a Gigi D’Alessio, questa cosa racconta tanto del paese dove viviamo.

Barbara: Ora vi chiamate Flor, avete dunque abbandonato per la strada un “de Mal”, cos’altro hai abbandonato in questi anni?

Marcello: Niente. In relatà nella Musica non si lascia mai niente. Si cresce insieme alla Musica, io mi sono evoluto, ora suono molto meglio la chitarra, canto meglio e tutto quello che ho appreso mi fa essere oggi migliore. Io non ho mai lasciato niente per la strada, io e la mia Musica siamo sempre stati insieme, per dire a The Prisoner Records ho presentato 200 provini. Questo perché la Musica mi comanda di scrivere anche quando a me non sembra il momento giusto. Lei sa più di quanto sappia io, per questo mi lascio guidare da Lei. Lei non toglie mai niente, lei dà.

Barbara: Nel passato avete calcato palchi importantissimi, siete stati gruppo spalla nell’ultimo tour dei Nirvana, tutti sanno della vostra collaborazione e amicizia con i R.E.M., da allora i tempi sono cambiati, forse la coscienza musicale in Italia si è involuta, com’è stato rientrare in un meccanismo che quel passato l’ha voluto sgretolare?

Marcello: In questi anni ho cercato di rimanere attento a quello che usciva in Italia, ma non c’è stato niente che mi abbia sorpreso. Anche i rapporti con i locali, con i gestori sono cambiati. Io mi sto ripresentando con il mio modo di fare, che non è cambiato dagli anni 90 e questo mi rendo conto che sbatte con la mentalità di ora. Il punto è che non potevo più tenere le canzoni per me, le dovevo dare, c’era questa urgenza di condividere. Certo mi rendo conto che è cambito il modo di fare musica, mentre sotto quell’aspetto io sono sempre lo stesso di 20 anni fa. Il punto è che con il ricambio generazionale, è cambiata la gioventù. I giovani di adesso stanno troppo in rete e non sanno più guardare il ciele, lo stelle, stupirsi e questo si ripercuote ad esempio nei testi che sento. Un tempo poi c’erano in giro musicisti come Pino Daniele, Ivano Fossati, Angelo Branduardi, personaggi che spostavano tante persone, ma avevano uno spessore, cioè Pino Daniele poteva benissimo insegnare jazz ad un jazzista neyorkese ad esempio, ora cosa è rimasto? Diciamo che l’icona rock italiana è Vasco Rossi, ci rendiamo conto? La verità è che io non sento più canzoni belle, la gente sembra demotivata, scrive le canzoni a tavolino, come se dovesse fare un compito, non c’è più il rapporto con Nostra Maestà la Musica. Anche la discografia, non è un cervello a parte, se prima non cambia la cultura, la discografia non farà che seguire questo filone. Poi la discografia in Italia non funziona, non ha mai funzionato, ed è l’unica cosa che non è cambiata in tutti questi anni.

Barbara: il vostro disco suona così vero e puro che, in un momento dove anche nella musica indie si fanno i calcoli, potrebbe quasi far paura, sei cosciente di questo?

Marcello: Impaurisce perché forse è troppo bello e la gente non è più abituata al bello. Per questo mi sto fidando e affidando alla mia etichetta, perché divulghi il più possibile questo lavoro. Sono cosciente che è un disco che si distingue e che in Italia mancava. Io cerco di suonare quello che sono. Questo disco essendo nato fuori dalla discografia, mi ha portato ad entrare in sala di registrazione da solo, senza tante interferenze, mi ha permesso di gestire il mio momento e di far uscire quello che ero, che sono, che volevo e voglio. Sai perché hai questa sensazione di verità? Perché io mi sono messo a totale disposizione solo della Musica e il vero che hai sentito è il modo di sentire la Musica del mondo Flor e sentirai dal vivo che potenza!

Barbara: Un tratto caratteristico della tua musica, sono le chitarre acustiche, una sorta di poetica musicale che ricorre sempre.

Marcello: In tanti suonano l’acustica, ma nessuno suonerà mai l’acustica con i miei suoni. La cosa che mi piace di più è cercare un suono mio, che mi dia soddisfazione. Ma più che una ricerca e uno studio, sono state le sensazione che via via provavo suonando, che mi hanno portato in una direzione piuttosto che in un’altra. Come sempre è la Musica che guida e non viceversa.

Barbara: oggi a chi ti piacerebbefare da gruppo spalla?

Marcello: una band a livello mondiale che secondo me si è contraddistinta sono i Coldplay. Mi piacerebbe suonare sul loro stesso palco, gli offrirei una bella bottiglia di vino siculo e ci farei due chiacchiere come dico io sulla Musica.

Le cose belle a volte vanno cercate, a volte arrivano, a volte ritornano. Non siate sciocchi, quando ci sono, prendetele.

Ecco le date, a cura di Vertigo Concerti:
23.04 Bologna – Arteria
24.04 Perugia – Rework
25.04 Legnano (MI) – Circolone
26.04 Roma – Fanfulla
27.04 Genova – La Claque

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