Essere fuori dal tempo e raccontarlo meglio di chiunque altro: Giancarlo Frigieri.

Esce il 1° Aprile, ma non sarà un pesce per un cazzo. Sarà un grandissimo acquario pieno di colori, il nuovo disco di Giancarlo Frigieri (Frigieri con tre “i”, lo voglio specificare, perché spesso una scappa, io ne so qualcosa) dal titolo “Distacco” (New Model Label e Controrecords/distribuzione Audiogloble). Il disco io l’ho sentito ed è bello. Di quelli che ti sembra quasi inutile recensire perché cosa vuoi dire più che bello, oggettivamente bello? Posso dire che non è uno di quei dischi che nella loro bellezza, prendi e metti lì a goderne, no proprio no. E’ un disco che un po’ ti schiaffeggia e un po’ ti accarezza, è Giancarlo Frigieri. E di questi tempi secondo me, un disco come “Distacco” te lo devi proprio meritare e se non lo apprezzi, va beh ora sarò veramente cattiva ma è quello che penso, un po’ ti meriti di non essere felice. Non c’è niente di nuovo nel tipo di scrittura di Giancarlo, dentro ci ritrovi infiniti mondi, che poi convogliano nell’unico grande mondo della canzone d’autore. A dirlo sembrerebbe facile e invece non lo è per niente. Perché parlare dell’oggi, del contingente e scrivere cose senza tempo è la cosa più difficle del mondo, è la cosa che manca a tanti sedicenti cantautori, ed è quella che ha Frigieri.

Così gli ho fatto qualche domanda.

Cosa vuol dire fare il cantautore?

Vuole dire che ti scrivi i testi e le musiche e poi li canti. In genere vuole dire che il testo ha una funzione importante, quando non addirittura prevaricante rispetto alla musica. Spero di non rientrare in questo caso, anche se i miei testi in genere si fanno notare, ho notato. Inutile dire che la cosa mi fa piacere, perché scrivo in continuazione e correggo, limo, scanchero, brigo.

Mi viene da chiederti, da cosa nasce l’insistenza quando con la musica non si campa?

La domanda la capisco, ma francamente mi meraviglia allo stesso tempo. Perché abbiamo cominciato a suonare? Per i soldi? Per la figa? Vi ricordate perché avete cominciato a suonare? Vi ricordate quella cosa che non riuscite nemmeno a spiegare che provavate quando prendevate il vostro strumento e tiravate fuori le vostre canzoni? Vi ricordate il gusto di rivelare cosa c’è nel profondo del vostro animo e di venire magari pure apprezzati per questo? Beh, io me lo ricordo, ce l’ho ancora. Questa mia passione si paga da sola, direi che meglio di così non potrebbe andare. O meglio, potrebbe. Ma non è un diritto divino.

Essere fuori dal tempo ed essere dentro al tempo, secondo me è difficilissimo ed è una caratteristica dei grandi, te ce l’hai. come mai non sei diventato “Francesco De Gregori”?

Se lo sapessi probabilmente sarei famoso come De Gregori. Non ne ho idea, però il complimento me lo tengo visto che cercare di essere “classico”, nel senso di riuscire ad andare bene per l’ascolto contemporaneo, passato e futuro è esattamente uno dei miei obbiettivi quando scrivo le canzoni che scrivo e il fatto che qualcuno pensi “C’è riuscito” mi fa piacere.

Che senso hanno oggi: la critica musicale, le etichette indipendenti, le agenzie di booking, i promoter.

Hanno tutti senso, eccome. Il casino comincia quando uno che scrive a cazzo si fa chiamare critico, uno che ti mette un marchio su un disco che però paghi tutto tu si fa chiamare “etichetta indipendente”, uno che ti trova due concerti all’anno in due bar si fa chiamare “booking” e uno che ha un bar dove ha deciso di far suonare in un angolino pagando in nero si fa chiamare “promoter”. Siamo dei dilettanti, dovremmo accettarlo. Soprattutto se qualcuno di noi aspira a farne una professione.
 
Il mondo indie è diventato un mondo di volemosi bene, però ti sputo merda, perché fa hype fare l’hater, è difficile fare le persone dentro un mondo di personaggi? (lo so che si incazzerà)

Non rispondo a una domanda dove ci sia scritto “fa hype fare l’hater”. Mi sono sinceramente rotto il cazzo di parlare in un modo che non si capisca. E’ la stessa tecnica di quelli che dicono “marketing development consultant” per dire che fanno i pubblicitari. Prima la piantiamo e meglio stiamo tutti. Abbiamo le pezze al culo e ci mettiamo a far credere che sia bello. Basta. Poi ci chiediamo come mai un ragazzo che suona diventi stronzo non appena vende dieci dischi. Siamo noi che gli abbiamo inculcato questa mentalità. Basta. Basta. Basta.

Te scrivi cose così vere, concrete, che a volte mi risultano delle vere e proprie labbrate sul muso. Sputare in faccia la verità così è molto rischioso, non credi?

No. Se le cose sono vere e concrete il pericolo lo corrono quelli che scrivono, cantano e fanno cose false e astratte. Perché prima o poi arriva la sveglia, arrivano luce, acqua e gas. E quelle non le paghi dicendo “hype” in fila alla posta. Scusa, non ce l’ho con te, è che mi sono veramente rotto di questo modo di vedere le cose solo in base alla popolarità, al nome, al cosa ne so io. Non eravamo quelli diversi, noi?

Se arrivasse il dio della musica e ti dicesse “scegli, puoi vendere un milione di dischi in tutto il mondo, o fare un tour mondiale” tu cosa sceglieresti e perché?

Credo che sceglierei il milione di dischi, per una questione di puro calcolo. Se vendi un milione di dischi, poi le date vengono da sole.
 
Non ti gira mai il cazzo pensando che forse sei nato nel periodo sbagliato?

Non esiste il periodo sbagliato. E’ un alibi. Sono nato in un periodo nel quale posso fare dischi spendendo pochissimo, in cui posso contattare i posti dove suono direttamente e organizzarmi un giro di concerti spendendo poco o nulla. Quando vent’anni fa cominciavo a suonare in giro avevo una bolletta del telefono che mi ha fatto perdere i capelli, per dire. Andare in studio costava molto di più. Dipende sempre dal “Perché faccio quello che faccio”. Io non lo faccio perché voglio diventare famoso o perché voglio fare i soldi. Non mi fa schifo nessuna delle due ipotesi, per carità. Non è la priorità.

Leva una canzone del tuo nuovo album e sostituiscila con quella di un altro.

Visto che non me la posso cavare con un “No”, tolgo “Neve” perché potevo cantarla meglio. Al suo posto metto “Raiuno” dei Vintage Violence, perché è un bel pezzo da un disco bellissimo.
 
Facciamo un giochino, io ti dico una serie di parole e tu mi dici la prima cosa che ti viene in mente:

famiglia: Io, mia moglie, i miei due cani.

chitarra: bene.

generazione: parola da evitare nelle canzoni o da usare dopo attenta ponderazione.

2014:2= 1007

parola: Giocatore della Juventus degli anni 30.

Guccini: Uno che ha la erre moscia come me, l’accento emiliano come me, però prima.

Italia: il mio paese. Nel bene e nel male.

Brunori Sas: questa la metti sempre perché ci lavori. (no no Giancarlo, io con Brunori non ci lavoro, lo vedi che anch’io ho le pezze al culo?)

gratis: Un locale di Senigallia dove non sono mai riuscito a suonare e mi piacerebbe molto. Diteglielo.

moda: Il gruppo dove cantava Andrea Chimenti. Pezzo preferito loro “America”, da “Canto Pagano”. Anche se pure “Malato” se la giocava bene, aveva un ritornello che era una meraviglia.

cd: Lo comprano ancora di più del vinile, ai banchetti dei concerti. Anche se dicono il contrario.

ricordo: La polizza di assicurazione che ti protegge dal ripetere lo stesso errore.

rock: roll. Questa era facile.

concerto: quando? Un attimo che controllo se posso.

11) Giancarlo Frigeri è….. (non dirmi “uno che suona la chitarra e canta”, voglio di più!).

Frigeri non so chi sia. Frigieri, con tre I (si sbagliano TUTTI, oh) è uno che suona la chitarra e canta e altrimenti non riuscirei a dirlo, nel senso che alla fine questo sei. Quando capisci che sei solo questo allora ti impegni per diventare qualcosa di più e magari, sforzandoti molto, per qualche fuggevole momento ci riesci pure. Se cominci pensando “Sono un artista” sei finito ancora prima di partire.

 

Sevi volete un po’ di bene e non avete paura di quelli schiaffoni che i genitori ogni tanto danno ai figlioli per insegnargli le cose, allora comprate “Distacco”. Per il resto, se volete conoscere Giancarlo Frigiere cercatelo qua www.miomarito.it o qua:

29/03/2014 –  Melville – Piacenza

11/04/2014 –  Kalinka – Carpi (MO)
12/04/2014 –  Espace Populaire – Aosta
10/05/2014 –  Vinilmania – Novegro (MI)

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