L’infinita diatriba tra promoter e agenzie

E’ da un po’ di mesi che assisto a questa diatriba fra agenzie e promoter e comunque a questo solito lamentarsi che ormai sembra diventato lo sport nazionale di chi pratica il mondo musica. I musicisti si lamentano che non suonano, le agenzie che i promoter non fanno bene i loro lavoro, i promoter che le agenzie non si sono rese conto del periodo di crisi che sta vivendo la musica. E tutti giù a suon di interviste a dire la loro. I giornali e i siti ci marciano, ormai è guerra aperta, tutti sono scontenti della situazione ma alla fine tutti sono contenti di dire la loro. Il punto è che a fare qualcosa di concreto in pochi ci pensano. Perché nel loro egocentrismo credono di essere il punto focale, il faro a cui rivolgersi per capire il come e il perché. Tutti indistintamente io credo che non vogliono realmente affrontare il problema, il vero problema, di cui tutti si sono resi responsabili. Il pubblico è il vero problema e la rieducazione di questo la soluzione. Anni e anni fermi sui divani a fare i nostalgici, a scaricare la musica, a guardarsi i filmati su youtube piuttosto che andare a vedere i concerti. Un pubblico atrofizzato, stanco, immobile, bravo solo a giudicare e a pronunciare la fatidica frase “ ora fa tutto cacare, prima era diverso”. E allora tutti gli anni giù a lamentarsi del cartellone del festival di tizio e caio “il pistoia blues non è più quello di una volta”. Ma alla fine i subsonica ce li hai voluti te, te che per anni invece di entrare nell’area concerti hai preferito vagare con la boccia di vino tra le bancherelle. Senza parlare della totale mancanza di curiosità nei confronti di tutto ciò che è nuovo e osannare ciò che è passato. E’ logico che poi se ci sono due euro le spendo per bruce springsteen, ma cinque euro per ascoltare qualcuno di più sconosciuto col cazzo che le do. E poi anche nel caso in cui, si riuscisse a trascinare dentro ad uno di quei tanti locali che si ostinano a fare bella musica a prezzi modici, questo branco di apatici senza slancio, ecco che col cazzo che il concerto te lo ascoltano, hanno da parlare, da bere, poco anche quello con la crisi, e da fumare tanto, che da quando è stata messa la legge che non si può più fumare in luoghi pubblici chiusi, c’è più gente fuori che dentro. E’ da lì che bisogna ripartire, da quel branco di disadattati che sono diventati i fruitori di musica, un branco di faticoni, che hanno perso il gusto della “scoperta”.

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